La fondazione

Wuhrer è la più antica fabbrica di birra italiana, essendo stata fondata nel 1829 nel centro di Brescia dall’austriaco Franz Xaver Wuhrer.

Francesco Wührer, discendente di una famiglia di birrai, originario della provincia di Salisburgo, arrivò in Italia nel 1829 in cerca di fortuna (in quegli anni Lombardia e Veneto erano sotto il dominio austriaco). Si stabilì a Brescia e qui gli venne concesso il permesso di aprire una fabbrica di birra nei pressi della città.
Fu la prima in Italia ed ottenne un grande successo.

Il prodotto venne largamente apprezzato e a Wührer gli affari andarono bene. Nel 1851 poté permettersi di acquistare lo stabile dove avveniva la produzione per ingrandirlo e riuscire così ad aumentare la quantità di birra prodotta.

Pietro Wührer

Nel 1867 uno dei figli di Francesco, Pietro Wührer, dopo aver partecipato attivamente alla vita politica italiana come seguace di Garibaldi e nelle campagne per l’indipendenza, prese il posto del padre. Decise così di continuare la tradizione di famiglia. In quegli anni Pietro progettò lo spostamento della produzione in un grande polo nella periferia di Brescia nella zona de La Bornata. La costruzione terminò nel 1889.

La diversificazione e il declino de La Bornata

Oltre alla birra fu sperimentata la produzione di diversi prodotti, compresi dadi da cucina in glutammato. Purtroppo il periodo non era felice per l’economia. Vennero introdotte delle pesanti tasse anche per chi produceva birra. Fu così che terminò l’avventura della nuova fabbrica. Fu chiusa e la produzione fu riportata nello stabilimento iniziale.

Pietro Junior


Nel 1898 Pietro decise di affidare la fabbrica al figlio, Pietro Junior, che seguì diversi corsi di specializzazione per birrai e capì subito che era necessario apportare delle innovazioni alla birreria affinché non affondasse e non arrivasse al fallimento.

Fu grazie alla sua intraprendenza infatti che la Wührer riuscì a restare in piedi e crescere.

Il primo conflitto mondiale

Questa crescita venne però interrotta dall’inizio della Prima guerra mondiale. Il problema fondamentale era costituito dalla carenza di materie prime e, nello specifico, dell’orzo. Una delle conseguenze fu la confisca dell’orzo affinché fosse destinato all’alimentazione primaria: una difficoltà che Wuhrer cercò di superare investendo in una propria coltivazione del cereale.

La malteria

Venne realizzata la costruzione di una malteria propria e si tentò addirittura l’impresa di iniziare le coltivazioni di orzo anche nei terreni italiani poco adatti a tale coltura. Grazie alla via intrapresa, la fortuna della birreria Wührer continuò, e Pietro Junior venne premiato con diversi riconoscimenti. L’espansione continuò per tutta la prima metà del 1900: fu aperta una birreria attigua allo stabilimento di fabbricazione.

L’espansione, dagli anni ’50 ai giorni nostri

Nel 1935 la birreria acquistò la fabbrica Carlo Paszkowski, che divenne la Birra Wührer di Firenze. Tre anni dopo venne costituita una vetreria per la produzione di bicchieri e bottiglie, distrutta, però, nel corso della Seconda guerra mondiale.

Negli anni successivi vi furono altri accorpamenti tra la birreria Wührer ed altre fabbriche italiane. Nel 1962 la Birra Ronzani a Bologna divenne la Birra Wührer Bologna e nel 1966 venne assorbita anche la Birra L.E.O.N.E. S.p.a..Nove anni dopo fu la volta della Birra Sempione.

Nei primi anni ottanta la multinazionale francese BSN rilevò il 30% delle azioni della birreria Wührer, la percentuale salirà̀ al 100% negli anni successivi.

Nel 1988 la Peroni, in seguito a delle trattative con la BSN, incorporò a sé la Wührer. Nello stesso anno venne ufficializzate la fusione che determinò la fine della prima birreria italiana, anche se ne fu salvato il marchio tuttora presente nel panorama birraio italiano.